EPPUR SI MUOVE!. Dopo aver auspicato che il Papa rispettasse la regola benedettina del silenzio, Benedetto XVI ha di nuovo dato prova della sua visione oscurantista del mondo, tuonando contro la scienza e gli scienziati, accusandoli di essere mossi dalla sete di denaro e non dalla ricerca della verità.
L’attacco portato alla scienza, è stato duro ed irrituale per il Santo Padre, dal quale ci si aspetterebbero toni più pacati e distaccati rispetto alla polemica terrena, anche perché il pianeta sembra maggiormente minacciato dai dilaganti fanatismi religiosi, ivi compresi quelli cattolici, piuttosto che dal progresso scientifico.
Ratzinger nell'omelia della messa al Santuario di Mariazell in Austria, ha snocciolato poi una serie di affermazioni anacronistiche del tipo: “le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell'uomo, ma anche diventare una terribile minaccia: la distruzione dell'uomo e del mondo” ed ancora “la rassegnazione di fronte alla verità è il nocciolo della crisi dell'Occidente e dell'Europa” oppure “ritenere che Gesù sia l'unico mediatore della salvezza, non significa disprezzo delle altre religioni nè assolutizzazione superba del nostro pensiero. La nostra fede, si oppone decisamente alla rassegnazione che considera l'uomo incapace della verità, come se questa fosse troppo grande per lui”. Il Papa ha poi illustrato le conseguenze negative del misconoscimento della verità sulla scienza: “Se per l'uomo non esiste una verità, - ha spiegato - egli, in fondo, non può neppure distinguere il bene dal male”.
Dove il bene, ovviamente, è lui e tutto il resto sarebbe il male.
Un po’ come Berlusconi, insomma.
Che il Papa si senta in diritto ogni giorno di pontificare sul creato è cosa normale, che le sue esternazioni paradossali trovino così tanto spazio sui media di casa nostra invece è davvero inspiegabile, se non con il fatto che il Vaticano può vantare un numero cospicuo di “onorevoli” e commentatori radio televisivi, alcuni esclusivamente dedicati a dargli voce.
E la politica non fa altro che servirlo e riverirlo, inchinandosi al suo potere ed ai voti che muove in questo disgraziato paese ed ai quali nessuno vuol rinunciare.
Allora qualcuno deve iniziare a dire che il nostro disfacimento nasce quasi totalmente dalla presenza del Vaticano in Italia e dalle pressioni che lo stesso esercita sulla politica del paese, rendendolo antiquato se non medioevale, ignorante e per niente laico.
Lo Stato infatti, mutuando il concetto clericale del perdono di Dio sull’uomo attraverso un altro uomo, ha instaurato nella società la convinzione che tutto è perdonabile.
Anche se ammazzi tuo padre e tua madre. Anche se stupri tua nonna.
E’ proprio grazie al cattolicesimo dilagante che questo paese è stato deresponsabilizzato e reso incapace di distinguere il bene dal male, non certo per colpa della scienza.
La maggioranza degli italiani è tanto legata alla dottrina cattolica di quel che si può e non si può fare, da credere davvero che se uno uccide o ruba potrà essere perdonato dallo Stato, mentre se stacca la spina ad un malato terminale o divorzia da quella carogna del coniuge, Dio il furastico non lo perdonerà mai, gli negherà l’estrema unzione e persino il funerale in chiesa, spedendolo all’inferno per l’eternità!
Sarebbe ora che il Vaticano tornasse nei ranghi e che il suo principale esponente la smettesse di interferire con lo Stato, ma soprattutto che noi Italiani la smettessimo una volta per tutte di credere nell’esistenza di un Dio che tutto vede e tutto può, tranne controllare le esternazioni inverosimili del suo ambasciatore sulla terra.
Buona rivoluzione a tutti!
Ennio Tersomill