UN POLIZIOTTO IN PARLAMENTO. Di tutte le critiche che vengono mosse alle mie posizioni, quelle più esilaranti riguardano una mia presunta vicinanza al Dipietrismo.
Il poliziotto molisano, dal linguaggio colorito e spesso incomprensibile, è una brava persona, quasi un pesce fuor d’acqua in mezzo a tanti marpioni della politica ma nonostante vada sbandierando a destra e sinistra la propria verginità, manco fosse la Bindi, pecca a volte di millanteria politica.
A vederlo in video, sembrerebbe davvero che voglia fare qualcosa per il paese e per la gente, anzi, quasi crede egli stesso che stia facendo veramente qualcosa, ma si illude.
Mentre infatti va sostenendo di essere tra i pochi moralizzatori della politica, uno degli ultimi onesti, contrario a qualunque spreco e a qualunque dilapidazione dei soldi dei contribuenti, il buon Di Pietro, non ha fatto un solo atto in questa legislatura che vada realmente in tal senso.
Delle 24 proposte di legge presentate direttamente e delle sette presentate come cofirmatario infatti, non c’è traccia di una proposta per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, sulla riduzione dei parlamentari e del loro stipendio o sulla riduzione delle auto blu, delle scorte ai politici e degli sprechi amministrativi.
E non c’è traccia di questo neanche nei 34 atti di indirizzo e di controllo che ha presentato. Niente.
Lo avrà fatto nelle altre legislature o quando era Ministro? Macchè!
Insomma il poliziotto Di Pietro, per quanto stimabile e non certo paragonabile per onestà a certi gaglioffi che frequentano il Parlamento, per dirla alla romana, parla bene e razzola male.
Segno evidente che i milioni di euro che intasca ogni anno come rimborso elettorale, fanno comodo anche a lui.
Ha forse rinunciato al suo lauto stipendio, donandolo ad una associazione di disabili?
Ha proposto per caso di abolire il finanziamento ai giornali di partito? E quando mai.
Come dire, le parole sono gratis e quindi lui ne spende una quantità inverosimile, ma quando si tratta di fare i fatti, quelli che costano soldi e fatica, si distrae.
Le sue iniziative parlamentari riguardano solo inasprire le pene ai delinquenti, perseguitare i corrotti, rendere più efficaci i processi, aggiornare i codici, dare più potere alla magistratura, e perseguitare gli evasori.
Tutte proposte che farebbero la felicità di ogni irreprensibile ed integerrimo cittadino, ma non risolvono i problemi della gente comune.
Insomma il solerte funzionario di polizia che fa il poliziotto in Parlamento chiedendo di essere inflessibile e rigoroso con gli altri, per se stesso e per gli altri “onorevoli” parlamentari e relativi partiti è piuttosto bonario.
Come dire, un vero cultore del NIMBY, non nel mio cortile, o meglio non nelle mie tasche!
Arrestate pure gli extracomunitari e processate i delinquenti se volete, impedite le malversazioni, le estorsioni e non annullate le intercettazioni per favore, ma i soldi dei contribuenti che ricevo come rimborso elettorale, quelli no, vi supplico, lasciatemeli.
Ed anche il mio stipendio e tutti i miei privilegi.
Mi dispiace, ma tra noi e lui, tra noi e Grillo, tra la nostra idea della politica e la loro, c’è un abisso incolmabile.
La nostra Rivoluzione inizierà proprio dal contenimento delle spese della politica e dalla semplificazione della sua organizzazione.
Aboliremo il rimborso elettorale e quello dei giornali di partito.
Ridurremo il numero dei Parlamentari a 200, limitando il numero dei mandati ed aboliremo gli enti inutili ed ogni finanziamento pubblico a perdere.
Attueremo un vero federalismo fiscale e destineremo una parte dell’IVA al sociale, difendendo il popolo e non i cialtroni della politica, i loro padroni finanziari, le loro lobby.
E magari Di Pietro tornerà a fare quel che sa fare. Il solerte funzionario di Polizia.
Buona Rivoluzione a Tutti!
Ennio Tersomill