LA REGOLA DEL SILENZIO. Ho un grande rispetto per gli anziani, appartenendovi per sopraggiunti limiti di età, e li ritengo una vera risorsa della società, contrariamente a quanto accade in Italia, dove gli anziani vengono considerati un peso, quasi un vuoto a perdere.
Debbo riconoscere tuttavia che spesso noi anziani qualche cantonata la prendiamo.
Vuoi l’arteriosclerosi, vuoi una ridotta capacità analitica e mnemonica, insomma succede a volte che diciamo delle castronerie senza neanche accorgercene.
Ora si da il caso che mentre io come molti altri anziani, tra una partita a bocce ed una passeggiata con i nipotini, possiamo perderci in previsioni avventurose ed affermazioni insensate, al Papa, ancorché ottantunenne, questo non dovrebbe succedere, vuoi perché le sue esternazioni sono quasi sempre scritte da altri, vuoi perché in collegamento diretto con l’altissimo Padreterno, che certe stupidaggini non dovrebbe neanche pensarle.
Un po’ per decenza, un po’ per rispetto di noi poveri mortali.
Ora sentite questa, detta da Ratzinger proprio mentre milioni di famiglie subivano i contraccolpi della crisi finanziaria delle banche:
“Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose che sembrano vere in realtà sono di secondo ordine. Lo ricordi chi costruisce solo sulle cose visibili, come il successo, la carriera, i soldi. Solo la parola di Dio è una realtà solida».
Lo ha detto il Papa, in apertura dei lavori del sinodo dei vescovi sulla Bibbia.
E non è uno scherzo lo ha detto davvero.
Ora la predica, fatta da uno che vive nel lusso piu’ sfrenato ed è conosciuto anche per la poca parsimonia nella scelta degli abiti e delle pantofole, che indossa solo se firmate Prada,
più che celestiale sembrerebbe un pochino ipocrita, anche perché le ricchezze accumulate dal Vaticano e i suoi tesori nascosti ammontano a valori incalcolabili.
Non solo, lo IOR, Istituto Ordini Religiosi, è equiparabile alla Banca Centrale del Vaticano, ma allo stesso tempo è riconosciuto come un istituto di credito ordinario. Pio XII lo fondò nel 1941 con la funzione di amministrare i capitali del Vaticano, essendo la Chiesa Cattolica l’unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti.
Una Banca particolare, che pur non avendo sportelli, ha molti clienti ai quali non concede libretti di assegni, ma dove tutti i depositi e i passaggi di denaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d’oro e di cui non rimane nessuna traccia.
Un vero paradiso fiscale, ambito da tutti coloro che intendono gestire e spostare i propri immensi capitali “in maniera riservata ed inattaccabile”.
Una Banca dal bilancio conosciuto solo dal Papa ed altri tre Cardinali, con un patrimonio superiore ai 7 miliardi di euro e che concede ai clienti più esclusivi, che possono spostare capitali senza limiti di importo in ogni angolo del mondo nella più assoluta riservatezza, interessi superiori al 10%.
Insomma il pulpito dal quale viene la predica non è quello di un frate francescano, con i piedi nei sandali e dedito al digiuno, ma da uno dei più potenti uomini al mondo, a capo di un impero finanziario probabilmente senza eguali, e che attraverso la propria banca finanzia e si intrattiene in relazioni finanziarie spesso oggetto delle indagini della magistratura.
Una chiesa cattolica che non sempre ha utilizzato il danaro incamerato dalla vendita delle indulgenze e dai lasciti dei moribondi ammaliati dalla promessa di un paradiso che forse era solo fiscale, un uso propriamente caritatevole.
Il Papa farebbe quindi bene ad osservare la regola benedettina del silenzio, dove si raccomanda moderazione nell'uso della parola, e dove pur non venendo proibita la conversazione quando è utile o necessaria, non autorizza a dire sciocchezze in mondovisione.
Buona Rivoluzione a Tutti!
Ennio Tersomill