Alle 16.53 di ieri, (le 22.53 ora italiana) la capitale di Haiti – Port Au Prince – è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.3 della scala Richter. Dopo la prima scossa, durata oltre un minuto, sono state registrate altre due scosse più brevi e di minore intensità.
L’epicentro è stato individuato a 16km dalla capitale e il terremoto ha colpito una zona dove vivono oltre 2.5 milioni di persone, per la maggioranza in condizioni di povertà assoluta. Haiti infatti è il paese più povero dell’emisfero occidentale ed è già stato recentemente colpito da altri disastri naturali -nel 2008 una serie di uragani causarono la morte di oltre 800 persone – oltre che da gravi condizioni di instabilità politica che hanno indotto nel 2004 le Nazioni Unite ad inviare una missione di peacekeeping.
Dalle prime informazioni sembra chiaro che le proporzioni del disastro sono devastanti. Il sisma è stato definito come ‘il più grave avvenuto nella regione nell’ultimo secolo’ (Associated Press), migliaia di persone si trovano sotto le macerie, l’energia elettrica è venuta meno in tutta l’area colpita mentre non si hanno notizie del personale della missione ONU locale il cui quartier generale è stato distrutto. Oltre al palazzo presidenziale e al parlamento di Haiti, risultano gravemente danneggiate anche le più importanti strutture sanitarie dell’isola, incluso uno dei maggiori ospedali che è crollate seppellendo i malati sotto le macerie.
Vista l’estrema gravità della situazione, AGIRE ha deciso di lanciare un appello di emergenza per supportare i progetti delle sue organizzazioni associate che si sono mobilitate per portare i primi soccorsi alle popolazioni colpite.
L’appello lanciato da AGIRE si inquadra all’interno di un coordinamento promosso con il Ministero degli Affari Esteri, per garantire una risposta coordinata del sistema-paese all’emergenza in corso nel rispetto dei diversi mandati ed ambiti di intervento.
Nelle prossime ore sarà attivato l’SMS solidale, per il momento è possibile offrire il proprio sostegno attraverso i seguenti canali:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.
Bonifico bancario sul conto BPM - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
A margine dell’odierna Riunione Ministeriale Sviluppo nell’ambito del vertice G8 a Roma, AGIRE ha siglato un protocollo di intesa con la Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri volto al miglioramento della capacità del “sistema-Italia” di far fronte in maniera efficace e tempestiva alle più gravi emergenze internazionali. L’accordo è stato firmato dal Ministro degli Esteri Franco Frattini e dal Vice Presidente di AGIRE Giangi Milesi.
Attraverso questo protocollo, il Ministero degli Affari Esteri e AGIRE si propongono di lavorare insieme al fine di incrementare la capacità di monitorare le emergenze umanitarie e coordinare gli interventi di risposta, nel rispetto delle reciproche competenze ed autonomie di intervento. L’accordo intende contribuire al miglioramento di qualità e trasparenza dei programmi di aiuto, attraverso il confronto sulle buone pratiche ed il coinvolgimento reciproco dei due soggetti nei processi di attuazione degli standard internazionali sull’assistenza umanitaria. Tra gli obiettivi vi è anche la sensibilizzazione dei cittadini italiani sui bisogni delle popolazioni colpite da emergenze umanitarie attraverso il diretto coinvolgimento dei mezzi di informazione e, in particolar modo, della RAI – Radio Televisione Italiana, che ha già sottoscritto un analogo protocollo di collaborazione con AGIRE.
Il coordinamento tra il Ministero degli Affari Esteri e AGIRE getta le basi di un innovativo modello di partnership pubblico-privato in grado di migliorare coerenza, impatto e sostenibilità delle iniziative italiane di risposta alle gravi emergenze umanitarie. «La collaborazione tra il Ministero degli Esteri e le Organizzazioni Non Governative – dichiara Marco Bertotto, direttore di AGIRE – è indispensabile per migliorare la capacità del “sistema Italia” di rispondere in modo coordinato ed efficiente ai bisogni delle popolazioni colpite da emergenze umanitarie. E’ tuttavia imprescindibile che essa si realizzi nel pieno riconoscimento dell’autonomia di mandato e della diversità di compiti e ruolo tra le istituzioni pubbliche e le organizzazioni non governative».
Ogni
anno, circa 250 milioni di persone sono colpite da disastri naturali,
mentre altre 45 milioni subiscono i devastanti effetti dei conflitti
armati. Le dimensioni delle emergenze umanitarie rischiano di
aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni, di fronte alle minacce
poste da cambiamenti climatici, insicurezza alimentare, crescita
demografica, rapida urbanizzazione ed espansione dei fenomeni di
instabilità politica. Per la maggior parte degli individui coinvolti
nelle emergenze, la sopravvivenza dipende quasi interamente dalla
tempestività e adeguatezza degli aiuti umanitari che ricevono. Quando i
governi colpiti da un disastro o coinvolti in un conflitto non vogliono
o non sono in grado di assistere i propri cittadini, è la comunità
internazionale che ha la responsabilità di intervenire a loro
protezione. E’ un dovere assoluto e un diritto di tutti. Ma richiede
risorse ingenti, che devono essere utilizzate in modo efficiente, equo
ed imparziale.
Gli ultimi 15 anni, caratterizzati da un
rilevante numero di crisi umanitarie di drammatica complessità, hanno
visto un drastico aumento della spesa complessiva per l’assistenza
umanitaria internazionale: dai 2 miliardi di dollari del 1990 ai 14
miliardi del 2006.
Attraverso il confronto di più voci ed esperienze, il seminario intende sviluppare una riflessione sul tema dello humanitarian funding, analizzando dimensioni, caratteristiche e criticità dei flussi di risorse economiche che governi e organismi internazionali, ma anche imprese e privati individui, destinano ai programmi di risposta alle gravi emergenze umanitarie globali.
Sessione I
il contesto - Le risorse disponibili e il ruolo di donatori, agenzie umanitarie e organizzazioni non governative
Sessione II
le imprese - L'assistenza umanitaria come forma di responsabilità sociale
Sessione III
le proposte - Il "sistema Italia" e la risposta alle emergenze umanitarie.
Tra gli interventi: G. Bertolaso (Dipartimento Protezione Civile), P.
Magri (ISPI), G. Milesi (Italia Aiuta), A. Miozzo (Dipartimento
Protezione Civile), K. Moschochoritis (Medici Senza Frontiere), R.
Polastro (DARA), G. Rufini,(AGIRE), F. Salviato (Banca Etica), S.
Taliani de Marchio (Ministero Affari Esteri), M. Vitale (AGIRE).
Parteciperanno inoltre rappresentanti di agenzie internazionali, organizzazioni non governative, fondazioni, enti locali, televisioni, gestori di telefonia mobile, Poste Italiane e altre imprese private.
Il seminario si svolgerà presso:
Banca Popolare di Milano - sala delle colonne
via San Paolo 12 - Milano
info: info@agire.it - 06 57250150